Cronaca

Raccolta delle fragole: lavoratori sfruttati, vessati e costretti a condizioni disumane. Un arresto

martedì 24 aprile 2018
Operazione dei carabinieri: ai lavoratori impegnati nella raccolta delle fragole era stato sottratto il permesso di soggiorno. Taglieggiati e costretti a lavorare e vivere in condizioni disumane. In manette l'autista del camion che trasportava i cittadini africani.

I carabinieri di Marina di Ginosa e dell’Aliquota Operativa del N.O.R. della Compagnia di Castellaneta, hanno dato esecuzione a Castellaneta e Ginosa ad un servizio coordinato di controllo del territorio, finalizzato a contrastare i reati in materia di caporalato.

Nel corso dell’attività, proprio in Marina di Ginosa, i militari hanno notato un furgone sospetto dove erano stipate numerose persone. Intimato l’Alt procedevano ad un controllo identificando a bordo dello stesso 15 cittadini africani, tra cui un 22enne della Guinea, senza il permesso di soggiorno, ed il loro autista, un 36enne originario del Ciad, residente in provincia di Napoli ma di fatto domiciliato a Castellaneta. Nel corso dell’attività si apprendeva che i braccianti, con la promessa di ottenere una regolare assunzione, erano diretti nelle campagne di Scanzano Jonico e Marconia, in provincia di Matera dove, in questo periodo, la manodopera viene utilizzata per la raccolta delle fragole. Emergeva inoltre che ognuno di loro era costretto a pagare 5 euro al giorno per il trasporto sul luogo di lavoro e 50 euro al mese per l’affitto del posto letto, presso un caseggiato a Castellaneta, venendo minacciati, in caso di rifiuto delle condizioni imposte, del  mancato rinnovo del permesso di soggiorno, la cui documentazione era trattenuta proprio dal 36enne, autista del mezzo.

Nel corso delle operazioni veniva localizzato il sito in cui gli stessi  vivevano, un caseggiato nel territorio di Castellaneta, dove i Carabinieri hanno accertato che gli stessi vivevano in condizioni disumane. Considerati gli indizi di reità a carico del conducente del mezzo, e la flagranza del reato di trasporto e sfruttamento della manodopera clandestina, il 36enne è stato tratto in arresto e, su disposizione del P.M. di Turno presso la Procura della Repubblica del capoluogo jonico, all’esito delle formalità di rito, sottoposto agli arresti domiciliari. All’uomo è stato inoltre contestato anche il reato di intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro (art 603 bis c.p.).

Contestualmente veniva eseguito il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca (secondo quanto previsto dal nuovo impianto normativo anticaporalato), del mezzo utilizzato per il trasporto degli stessi sul luogo di lavoro.

 

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